lunedì 14 luglio 2008

La rete



Avendo appena aperto un blog ci sono molti argomenti di cui vorrei dire la mia ma quello che reputo più interessante è la poca influenza che internet ha avuto a livello sociale.
Mi spiego subito. Un mezzo immediato, non filtrato (o filtrato in piccola parte), dinamico avrebbe dovuto far sì che il potere che prima era nelle mani di poche persone e/o dei media, venisse disperso o attenuato. Invece noto che in un periodo di crisi umanitaria come questo, dovuto al caro petrolio, alla crisi dei mutui, al rincaro degli alimenti e alla bolla speculativa, il massimo che si può fare è leggere dei commenti sparpagliati di rabbia misti a commenti di rivolta esagerata e a sentimenti di resa.
Probabilmente sono un visionario o un illuso ma un'organizzazione migliore fatto di lotte democratiche e scioperi a livello nazionale avrebbe sicuramente avuto un grosso effetto. Ora bisogna necessariamente fare una divisione sociale tra il popolo italiano e quello europeo.
Già nel resto dell'europa c'è una crisi meno accentuata per via di una gestione migliore dell'economia. In Italia oltre a una maggiore crisi c'è una maggiore incapacità nella gestione che moltiplica il rischio di recessione.
Fatta questa premessa, associarsi ai popoli europei nella protesta sarebbe troppo presuntuoso per un paese che non riesce a scacciare un sindaco di una città qualsiasi che fa il mafiosetto del quartierino, ma discutere con chi ha gli stessi problemi e trovare una soluzione definitiva non mi sembra un sogno alla Martin Luter King.
E' nato anni fa un blog che ha avuto un grossissimo successo ed è tutt'ora al primo posto nella classifica dei blog più visitati. Ma cosa è cambiato? Quale è stato il risultato? E soprattutto, perchè?

Vivere e non sopravvivere

Cambiare le cose è l'obiettivo che ogni uomo si pone nella propria vita e questo nasce dalle difficoltà che una persona incontra durante il proprio cammino quotidiano. Ciò di cui non ci rendiamo conto è che il cambiamento non è dovuto ad un miglioramento della collettività ma individuale. Quindi le cose che cambieremmo sono finalizzate al nostro vivere meglio, anche se a discapito della vita altrui.
Il limite che poniamo nell'immaginare quali siamo le conseguenze delle nostre azioni porta ad un effetto domino sfociante nel malessere quotidiano.
Per questo l'analisi collettiva di un problema riduce la possibilità di trascurare dettagli e consente una soluzione ottimizzata.

Dunque userò il mio blog per farvi partecipi delle mie emozioni e dei miei pensieri e, chissà, portare alla luce verità che non sono riuscito da solo, nel corso della mia vita, a diseppellire.